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Insegnamento

La quintessenza dell’insegnamento di Ramana Maharshi si trova in un libricino intitolato “Chi sono Io?”. Questo libretto contiene le prime istruzioni date da Ramana Maharshi. Esse provengono dalla Sua esperienza diretta della realizzazione del Sé. La serie originale di domande fu formulata da Sivaprakasam Pillai che successivamente le presentò a Ramana Maharshi in forma discorsiva.

Il potere dell’insegnamento può essere compreso da chiunque lo metta in pratica. In Talks with Sri Ramana Maharshi leggiamo: “Scopriamo di chi sono i pensieri. Da dove sorgono? Devono sgorgare dal Sé cosciente. Anche una vaga comprensione aiuta a estinguere l’ego. Allora la realizzazione dell’unica Infinita Esistenza diviene possibile. In quello stato non ci sono individui, solo l’Eterna Esistenza. Quindi non c’è il pensiero della morte né la sofferenza”.

L’insegnamento completo può essere scaricato qui  “Chi sono Io?”Ecco una versione ridotta per una veloce consultazione.

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Chi sono Io?

Ogni essere vivente aspira a essere felice, libero dal dolore; e ognuno riserva il più grande amore a se stesso, poiché la felicità è la sua vera natura. Di conseguenza, per realizzare quella insita e immacolata felicità, che in realtà si sperimenta ogni giorno quando la mente è silenziosa nel sonno profondo, è essenziale conoscere se stessi. Per ottenere questa conoscenza, l’indagine ’Chi sono Io?’ alla ricerca del Sé è il modo migliore.

’Chi sono Io?’ Io sono pura Consapevolezza. Questa Consapevolezza ha la stessa natura di Essere-Coscienza-Beatitudine (Sat-Chit-Ananda).

Se la mente, che è lo strumento della conoscenza e la base di tutte le attività, si placa, la percezione del mondo come realtà oggettiva svanisce. Fino a che l’illusoria percezione del serpente nella corda cessa, la corda che dà origine all’illusione non è percepita come tale. (Questa analogia è basata sulla storia popolare di un uomo che vede una corda all’imbrunire e scambiandola per un serpente ne rimane terrorizzato senza motivo). Allo stesso modo, se non cessa la natura illusoria della percezione del mondo come realtà oggettiva, la visione della vera natura del Sé, su cui l’illusione è sovrapposta, non è conseguibile.

La mente è un magico potere che risiede nel Sé. Causa il sorgere di tutti i pensieri. A parte i pensieri non c’è nessuna entità indipendente chiamata mondo. Nel sonno profondo non ci sono pensieri e non c’è mondo. Negli stati di veglia e sogno i pensieri ci sono, e il mondo anche.

Proprio come un ragno produce il filo (della ragnatela) da se stesso e lo ritira di nuovo in se stesso, allo stesso modo la mente proietta il mondo all’esterno per poi riassorbirlo all’interno. Quando la mente lascia il Sé, il mondo appare. Quindi, quando il mondo appare il Sé non appare; e quando il Sé appare (splende) il mondo non appare.

Quando si indaga con persistenza nella natura della mente, la mente si ritrae e quello che rimane è il Sé. La mente esiste solo se dipende da qualcosa di grossolano (corpo fisico); non può esistere in maniera indipendente. È la mente a essere chiamata corpo sottile o anima.

Quello che sorge come ’Io’ nel corpo è la mente. Se si indagasse su dove sorga all’inizio il pensiero ’Io’, si scoprirebbe che esso sorge nel Cuore. Questo è il luogo di origine della mente. Se si pensasse costantemente ’Io’, ’Io’, si sarebbe condotti a quel luogo. Di tutti i pensieri che sorgono nella mente, il pensiero ’Io’ sorge per primo. Solo dopo la nascita del pensiero ’Io’ gli altri pensieri sorgono.

Il pensiero ’Chi sono Io?’ distruggerà ogni altro pensiero e, come il bastone usato per smuovere la pira funeraria, sarà esso stesso bruciato alla fine. Allora ci sarà la Realizzazione del Sé. Quando gli altri pensieri sorgono, non si dovrebbe seguirli ma si dovrebbe indagare diligentemente: “A chi vengono?’. Non importa quanti pensieri sorgano. A ogni pensiero che sorge, bisognerebbe indagare con prontezza, “A chi è sorto il pensiero?”. La risposta sarebbe “a me”. Se quindi ci si chiede “Chi sono Io” la mente sarà riportata alla sua sorgente; e il pensiero sorto si placherà.

Con la pratica ripetuta, la mente svilupperà il potere di rimanere alla sorgente. Quando la mente, che è sottile, va all’esterno tramite il cervello e gli organi di senso, i nomi e le forme grossolane appaiono, quando rimane nel cuore, i nomi e le forme scompaiono. Non permettere che la mente vada all’esterno, ma trattenerla nel Cuore è ciò che è chiamata “interiorizzazione”. Permettere alla mente di vagare all’esterno è noto come “esteriorizzazione”. Così, quando la mente riposa nel cuore, l’’Io’, che è la sorgente di tutti i pensieri, scompare e il Sé che è sempre presente risplende.

Al di fuori dell’indagine non ci sono mezzi adeguati per calmare permanentemente la mente. Se si cerca di dominare la mente con altri sistemi, essa sembrerà sotto controllo, ma sorgerà di nuovo. Con il controllo del respiro la mente si calmerà; ma rimarrà in tale stato solo fino a che il respiro sarà regolato. Quando non lo sarà più, la mente tornerà attiva e ricomincerà a vagare.

La pratica del controllo del respiro, la meditazione sulle forme di Dio, la ripetizione di mantra e le restrizioni dietetiche sono tutti aiuti temporanei per calmare la mente. Con la pratica della meditazione sulle forme di Dio e con la ripetizione di mantra, la mente diventa focalizzata. Con una tale mente l’indagine sul Sé diviene semplice. Osservando restrizioni alimentari la qualità della mente migliora, e la rende più sensibile alla ricerca del Sé.

Una persona, per quanto peccaminosa, con una assidua meditazione sul Sé sarà sicuramente trasformata.

Non si dovrebbe permettere alla mente di vagare verso gli oggetti mondani e le faccende altrui. Per quanto malvagia una persona possa essere, non si dovrebbe conservare alcun sentimento negativo verso di lei.

Tutto quello che doniamo agli altri, è dato al nostro Sé. Se questa verità fosse compresa chi eviterebbe di dare agli altri?

Quando il proprio Sé sorge, tutti gli altri sorgono; quando il proprio Sé è calmo, tutti gli lo diventano.

Fino a che ci comportiamo con umiltà, il risultato delle nostre azioni sarà il bene.

Se la mente diviene silente, è possibile vivere ovunque.

In verità solo il Sé esiste. Il mondo, l’anima individuale e Dio sono apparizioni in Esso come l’argento nella madreperla. Tutti e tre appaiono e scompaiono insieme. Il Sé è dove non c’è assolutamente nessun pensiero ’Io’. Questo è chiamato “Silenzio”. Il Sé è il mondo; il Sé è ’Io’; il Sé è Dio; tutto è Shiva, il Sé.

Colui che si consacra al Sé che è Dio è il migliore tra i devoti. Abbandonarsi a Dio significa ricordare costantemente il Sé. Dio sostiene tutti i fardelli che sono affidati a Lui. Poiché il supremo potere di Dio muove tutte le cose, perché dovremmo, invece di affidarci a Lui, preoccuparci continuamente di quello che dovremmo fare o meno e di come dovremmo farlo o meno? Sappiamo che è il treno che trasporta tutto il carico, quindi, una volta saliti, perché dovremmo continuare a tenere sulla testa il nostro piccolo bagaglio invece di metterlo giù e viaggiare comodamente?

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